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Rassegna Stampa Luigi Piovano

 

HANNO SCRITTO SULLA REGISTRAZIONE DELLE SUITES DI BACH
bach sonate_5_bis

(2 CD Eloquentia EL 1021, pubblicati nel 2010)

«Per una volta non ci sono stati dubbi sulla scelta del cd del mese. L'ultima registrazione in ordine di tempo immessa sul mercato di questi capolavori è a mio avviso una delle più sensazionali degli ultimi anni. Violoncellista di primissima grandezza, Piovano giunge a fissare su disco queste musiche con una maturità a tratti sconvolgente. Sconvolgente perché raramente abbiamo sentito un suono così bello, tornito, preciso e anche perché con questo disco sembra svanire d'incanto qualsiasi tipo di discriminazione fra esecuzione filologica con strumenti originali ed esecuzione con strumento moderno. […] Ma le parole non sembrano davvero essere sufficienti a descrivere le emozioni che si provano all'ascolto di questo doppio cd: un viaggio alla scoperta di un grandissimo musicista. Tempi perfettamente calibrati, tecnica sopraffina, quasi che Piovano non avesse fatto altro nella sua vita che suonare questi pezzi a violoncello solo. Forse una delle versioni discografiche definitive? Solo il tempo potrà dare una risposta. Nel frattempo godiamoci questa splendida registrazione. Ascoltare per credere».
Gabriele Formenti, «CD Classico»

«Sicurezza tecnica, sensibilità, morbidezza di suono rappresentano i punti di forza di un’edizione che si distingue soprattutto per l’inedita gamma di sfumature chiaroscurali e per la cura dei fraseggi, sempre flessibili e ariosi. Chi è abituato ad ascoltare le cosiddette interpretazioni d’impronta “filologica” rimarrà colpito dall’insolita varietà delle dinamiche, dalla mancanza di diminuzioni e di abbellimenti aggiunti (sono realizzati quasi sempre solo quelli presenti nei manoscritti), dall’attenzione portata a ogni minimo accento, senza per questo compromettere la naturalezza e l’eleganza dell’insieme […]: un Bach vivissimo, senz’altro introspettivo e meditativo, ma non per questo privo di energia, di esuberanza, di slancio, a tratti, anzi, assertivo e spigoloso […], ma sempre tratteggiato con gusto ed equilibrio, come dimostra anche la scelta oculata dei tempi. […] Un risultato, insomma, di grande rilievo, tale da rivelare un Bach sempre vitale, ma, al tempo stesso, vibrante e poetico».
Claudio Bolzan, «Musica» (5 stelle)

«Splendida interpretazione delle Sei Suites per violoncello di Bach firmata Luigi Piovano […]. Il suo Bach […] è pensoso, concentratissimo, denso di colori, per nulla esornativo, ed esibisce timbro e fraseggio di prima classe».
Diana Leva, «Musica e Dischi»

«I rate his account of the Suites very highly as he exudes a feeling of being totally at ease with the music. His Sarabandes are reflective without being weighty and his Allemandes are graceful in their perfectly sprung rhythms. Gigues are suitably playful, and his undemonstrative technique is confortable even in the most demanding passages».
David Denton, «The Strad»

«For me, a “desert island” selection».
R. James Tobin, «Classical.Net»


HANNO SCRITTO SULLA REGISTRAZIONE DELLE MUSICHE DI SAINT-SAËNS

 

saintsaens

(2 CD Eloquentia EL 1024, pubblicati nel 2011)

«Piovano ci ha qui offerto un saggio rilevante della sua abilità esecutiva e del suo valore interpretativo, dipanando le due partiture con eleganza e flessibilità, anche nei passaggi più insidiosi e virtuosistici, mentre in quelli più meditativi o lirici ha potuto dimostrare sensibilità e calore, ottenendo una ricca gamma di sfumature e sfoderando un suono sempre morbido e suadente. […] In ogni caso ci troviamo di fronte a una prova tale da confermare la statura di uno dei personaggi di punta della vita musicale italiana».
Claudio Bolzan, «Musica»

«Come suona bene Piovano, virtuoso e cantante».
Carla Moreni, «Il Sole 24 Ore»

«[Piovano] is possessed of a big rich tone; a golden ear as far as intonation is concerned; and technique formidable enough to be able to issue Saint-Saëns’ two virtuoso Concerti in live recordings that are as impeccable as any studio renditions you might hear. That’s especially remarkable given the difficulties of the Second Concerto, whose solo part is so complex that the composer had to write it across two staves. The Second Concerto is nowhere near as popular as the First, but in such a compelling performance as this one, its merits are evident. […] Piovano may lend even more welcome advocacy to the Second Sonata. […] In fact, the whole enterprise is so successful that I have no reservations at all in recommending it. Even if you have other recordings of these works in your collection, try to hear Luigi Piovano’s. You won’t be disappointed».
Lee Passarella, «Audiophile Audition»

«Une sonorité chaude et mordante, un lyrisme volontiers ardent qui vous empoigne dès les premières mesures du Concerto op. 33 pour ne plus vous quitter. […] Les accents fougueux de l’Opus 119 alternent avec des plages rêveuses, où l’archet de Piovano conserve toute son élégance fantasque – délicieux cabotinage à la fin de l’Allegro moderato e maestoso, où le musicien semble fermer les yeux (façon Adagietto de la 5e de Mahler) avant de bondir dans l’Allegro non troppo, illuminé d’une cadence centrale digne d’un Del Monaco».
François Laurent, «Diapason»

Brahms: Sonata n. 1, Pappano

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Schubert: String Orchestra

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Haydn: Concerto in do, Chung

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Cirri: Adagio, Pappano

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Foto Luigi Piovano

Rassegna Stampa